Updates from settembre, 2010 Toggle Comment Threads | Scorciatoie da tastiera

  • c.invernizzi 9:22 am on September 8, 2010 Permalink  

    INIZIO: il giorno della marmotta 

    Ognuno di noi si ritroverà lunedì mattina a iniziare.

    Le situazioni sono diverse, ma per tutti è un inizio.

    Approfitto dell’occasione per suggerirvi, se non l’avete già visto, la visione del film “Ricomincio da capo” (conosciuto anche come “Il giorno della marmotta” )

    Il film racconta la storia di un egocentrico e acido meteorologo della Tv, Phil Connors (Bill Murray), della sua nuova producer Rita (Andie MacDowell) e del cameraman Larry (Chris Elliott), il team di una stazione televisiva di Pittsburgh.

    I tre si recano a Punxsutawney, Pennsylvania, per coprire l’annuale celebrazione del Groundhog Day, cioe il Giorno della Marmotta, che viene festeggiato il 2 febbraio. Secondo una tradizione vecchia più di un secolo, in questo giorno di mezzo inverno una marmotta viene fatta uscire dalla gabbia in cui è stata tenuta. Se l’animale torna nella sua gabbia, questo significa che l’inverno durerà ancora sei settimane.

    Phil, che si è stufato del suo incarico, della piccola città e dei suoi compagni, finisce di malavoglia il servizio e cerca di tornare a Pittsburgh, ma una tormenta (che lui aveva previsto non avrebbe toccato l’area) blocca tutte le strade e obbliga i tre a restare ancora un giorno nella cittadina.

    La mattina seguente, Phil si sveglia e scopre di essere ancora nel giorno prima, il 2 febbraio. Il giorno trascorre esattamente come il precedente, ma solo Phil è cosciente del circolo temporale e conosce quindi gli avvenimenti passati. All’inizio è confuso ma, visto che il fenomeno continua a ripetersi, decide di trarre vantaggio dalla situazione, tanto non deve temere conseguenze nel lungo termine. Per esempio, viene a conoscenza dei segreti degli abitanti, seduce donne, ruba denaro e guida ubriaco. I suoi tentativi con Rita, però, falliscono.

    Alla fine, Phil va in depressione e tenta in tutti i modi di interrompere il circolo temporale: redige rapporti ridicoli od offensivi della festa, maltratta gli abitanti e, alla fine, rapisce la marmotta. Inseguito dalla polizia, finisce in una cava uccidendo apparentemente se stesso e la marmotta. Invece, Phil si risveglia e niente è cambiato. Anche i tentativi successivi di suicidarsi rimangono senza risultato e continua a svegliarsi la mattina del 2 di febbraio.

    Quando Phil spiega la situazione a Rita, lei gli suggerisce di tentare di sfruttarla per migliorare se stesso. Phil si impegna a cercare di imparare di più su Rita e sul resto della città, acquisendo giorno dopo giorno una cospicua conoscenza che utilizza per aiutare la popolazione della città. Impara, tra le altre cose, a suonare il piano, a scolpire il ghiaccio e a parlare francese. Soprattutto, Phil impara a essere amichevole con chiunque incontri, usa le sue conoscenze per salvare vite e aiutare gli abitanti della cittadina e si avvicina sempre più a Rita. La sua relazione sul Giorno della Marmotta è talmente ben fatta che anche le altre stazioni televisive ora si rivolgono a lui.

    Finalmente, un giorno Phil si sveglia e si accorge che il circolo temporale si è rotto: è il 3 febbraio e Rita è con lui. Ora Phil è una persona completamente diversa e il film termina su di lui e Rita che stanno pensando di fermarsi a Punxsutawney per vivere insieme.

    Serve anche a noi qualcosa capace di fare di ogni giorno un nuovo giorno, permettendo di svegliarci ogni mattina a un 3 febbraio completamente nuovo.

    E’ ciò che si augurava Montale alla fine della sua bella poesia “Prima del viaggio“: un imprevisto è la sola speranza.

    Ecco qui una delle prime scene.

    In bocca al lupo!!

     
  • c.invernizzi 10:28 am on June 15, 2010 Permalink  

    correggi gli errori 

    Ecco gli esercizi che dovete correggere (li metto anche in altro materiale). Attenzione dovete trovare tutti gli errori, in un esercizio può essercene anche più di uno.

    Quelli scritto a mano sono evidentemente presi dalle vostre prove di quest’anno.

    Si consiglia di farli a tutti coloro che sbagliano spesso i conti.

    Ancora buone vacanze a tutti!

     
  • c.invernizzi 7:02 am on June 9, 2010 Permalink  

    Saluto di fine anno 

    Ecco il discorso di Jobs di cui vi ho dato le fotocopie.

     
  • c.invernizzi 8:58 pm on May 23, 2010 Permalink  

    Onore a Martin Gardner 

    Martin Gardner, celebre divulgatore scientifico, è morto a Seattle all’età di 95 anni.

    Gardner ha curato per venticinque anni la rubrica ‘Mathematical Games’ sulla rivista Scientific American e ha pubblicato più di cinquanta libri. Nel 1957 ha curato la raccolta Great Essays in Science, una collezione di saggi scientifici che ha venduto migliaia di copie ed è ancora in commercio.

    Un suo famosissimo suo indovinello, pubblicato per la prima volta nell’ottobre 1959, è quello che sarà famoso con nome di Dilemma di Monty Hall.

    Nel braccio della morte, tre prigionieri aspettano l’alba della fucilazione. In onore del compleanno del re, si sa che uno dei tre sarà graziato, e il guardiano sa chi dei tre avrà salva la vita, ma non lo vuole svelare.

    Uno dei tre (chiamiamolo A), attanagliato dall’angoscia, gli dice: “Dato che uno solo dei tre sarà graziato, certamente uno degli altri due (B e C) dovrà morire. Se mi dici il nome di uno fra B e C, destinato a morire domani all’alba, ti regalo il mio orologio d’oro. Tu non tradisci il segreto, perchè non sveli il graziato, e io avrò un po’ meno angoscia. “Il guardiano si fa convincere e svela: “B morirà”.
    A dona il suo orologio alla guardia e si sente sollevato: Aveva il 33% di chance di salvarsi, ora restano solo lui e C, quindi le sua possibilità sono cresciute al 50%.
    E’ corretto il suo ragionamento? La risposta è non ovviamente no!

    Martin Gardner ha così commentato il problema: WONDERFULLY CONFUSING!

    Una versione più moderna lo ripropone in questi termini:

    Jones, un giocatore d’azzardo, mette tre carte coperte sul tavolo. Una delle carte è un asso; le altre sono due figure.
    Voi appoggiate il dito su una delle carte, scommettendo che sia l’asso. Ovviamente, la probabilità che lo sia realmente è pari a 1/3.
    Ora Jones dà una sbirciatina di nascosto alle tre carte. Dato che l’asso è uno solo, almeno una delle carte che non avete scelto deve essere una figura. Jones la volta e ve la fa vedere.
    A questo punto, qual è la probabilità che ora il vostro dito sia sull’asso?

    Molti pensano che la probabilità sia salita da 1/3 a 1/2. Dopo tutto, ci sono solo due carte coperte, e una deve essere l’asso. In realtà la probabilità rimane 1/3.
    La probabilità che non abbiate scelto l’asso rimane 2/3, anche se Jones sembra aver eliminato parzialmente l’incertezza mostrando che una delle due carte non prescelte non è l’asso.
    La probabilità che l’altra delle due carte non prescelte sia l’asso, tuttavia, resta uguale a 2/3, perché la scelta era avvenuta prima. Se Jones vi desse l’opportunità di spostare la vostra scommessa su quella carta, dovreste accettare (sempre che non abbia qualche carta nella manica, naturalmente).

    Il problema può forse chiarirsi se invece di tre carte supponiamo che ce ne siano cento.
    Jones, una volta che ne avete scelta una, ne apre novantotto: a questo punto cosa sceglie il giocatore? Mantiene la scelta fatta o passa all’altra rimasta chiusa?
    Generalizzando, di n carte 1/n è la scelta del giocatore, n-2/n la “liberazione di Jones”.
    Per mantenere la propria scelta, il giocatore dovrebbe confidare che la 1/n probabilità scelta inizialmente sia proprio quella buona.

     
  • c.invernizzi 2:32 pm on May 15, 2010 Permalink  

    ancora problemi 

    Aggiunti nuovi problemi in altro materiale

     
  • c.invernizzi 2:12 pm on May 6, 2010 Permalink  

    problemi 

    AVVISO
    Per chi volesse LUNEDI’ 10 maggio dalle 14,30 alle 16
    ci troviamo per un’ora e mezza di allenamento su problemi.

    Se decidete di venire dovete stare dall’inizio alla fine (non è consentito arrivare dopo e andare via prima). Confermatemi per favore via mail o a voce la vostra partecipazione.

     
  • c.invernizzi 8:38 pm on April 27, 2010 Permalink  

    mese di maggio 

    Prendo in prestito questa bellissima foto fatta da Michele Topuntoli di 2E durante la gita di Venezia (ne ha fatte davvero di belle: chiedetegliele!)

    Cliccateci se la volete vedere più grande.

    Questo vicolo veneziano mi ha fatto pensare all’imminente mese di maggio.

    A prima vista ci appare stretto, insidioso e disordinato. C’è poca luce. E l’acqua è sporchina e le case diroccate. E ci sorge persino il dubbio che sia cieco. Meglio tornare indietro.

    Ma guardandolo bene si comincia a scorgerne qualche tratto poetico. Guardate sulla destra quella bella luce rasente il muro. E le case e le barche riflesse nell’acqua. E l’armonia dei colori così ben accostati. E al fondo si intravede sulla sinistra uno spiraglio interessante.

    Armiamoci e andiamo!

    Buon lavoro a tutti!

     
  • c.invernizzi 12:28 pm on April 3, 2010 Permalink  

    Buona Pasqua! 

    “My love is like a red, red rose” does not mean that the poet is praising roses under the allegory of a young lady.

    “My love is an arbutus” does not mean that the author was a botanist so pleased with a particular arbutus tree that he said he loved it.

    “Who art the moon and regent of my sky” does not mean that Juliet invented Romeo to account for the roundness of the moon.

    “Christ is the Sun of Easter” does not mean that the worshiper is praising the sun under the emblem of Christ.

    Goddess or god can clothe themselves with the spring or summer; but the body is more than raiment. Religion takes almost disdainfully the dress of Nature; and indeed Christianity has done as well with the snows of Christmas as with the snow-drops of spring.

    And when I look across the sun-struck fields, I know in my inmost bones that my joy is not solely in the spring, for spring alone, being always returning, would be always sad. There is somebody or something walking there, to be crowned with flowers: and my pleasure is in some promise yet possible and in the resurrection of the dead.”

    G. K. Chesterton, A Miscellany of Men

     
  • c.invernizzi 2:14 pm on January 23, 2010 Permalink  

    bellissimo video 

     
  • c.invernizzi 10:12 pm on January 11, 2010 Permalink  

    dolore 

    “Pensavo in questi giorni a Massimiliano Kolbe, che dice al capo tedesco: «Tu ne devi ammazzare dieci, io ne sostituisco uno che ha figli…».

    E il tedesco accetta l’offerta.

    Se Hitler fosse stato lì in quel momento, non avrebbe certo premiato quel capitano… il capitano tedesco aveva applicato un’idea di giustizia che non era quella di Hitler; accettando lo scambio, aveva espresso il sentimento naturale di un uomo che poteva avere figli come il condannato.

    Di fronte a qualsiasi disastro o limite, un uomo può affermare con sicurezza che la vita è giusta perché va misteriosamente ma sicuramente verso il suo destino di positività.”

    (Corriere della Sera 9 febbraio 2003, L.Giussani)

     
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